08/05/2009
Palermo: profumo d’Europa
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05/05/2009
Zamparini: noi meglio della Roma
(ANSA)
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27/02/2009
Milan, Samp e Fiorentina eliminate in coppa UEFA passa solo l’Udinese

Nel ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa, erano quattro le squadre italiane impegnate. Solo l’Udinese passa il turno. Milan, Samp e Fiorentina fuori.
Udinese-Lech Poznan 2-1
L'Udinese soffre, vince in rimonta e, dopo il 2-2 dell'andata, passa il turno, approdando agli ottavi di finale di Uefa dove incontrera' lo Zenit San Pietroburgo, detentore della Coppa. E' l'unica squadra italiana rimasta in corsa nella seconda competizione europea. Per il Lech di Poznan nulla da fare, anche se la squadra di Szmuda ha giocato una partita a viso aperto. Forse la qualificazione l'ha buttata nella gara di andata, in cui pero' i friulani avevano a loro volta sprecato, perche' a dieci minuti dalla fine erano ancora in vantaggio 2 a 0. Nulla da fare anche per Szmuda che, dopo cinque tentativi a vuoto (di cui due proprio contro i friulani), si deve arrendere ancora a una squadra italiana. Per la terza volta l'Udinese lo ha estromesso dall'Uefa. Era gia' successo quando allenava il Widzew Lodz e il Legia di Varsavia. Ma la qualificazione dell'Udinese non e' stata semplice. La squadra friulana ha sofferto molto nel primo tempo, quando i polacchi si sono trovati in vantaggio e hanno gestito con tranquillita' la partita. Poi Marino ha azzeccato i cambi e con Floro Flores e Isla le cose sono cambiate. Prima Pepe e poi Di Natale hanno cosi' messo in chiaro le cose. Udinese dentro, Lech Poznan a casa. Marino non si nasconde e lancia il tridente. Szmuda risponde con una formazione abbastanza coperta a centrocampo. L'avvio dell'Udinese e' a dir poco imbarazzante. Nei primi dieci minuti di gioco il Lech trova tre angoli, un tiro che Pasquale respinge sulla linea a Belardi ormai battuto e altre due conclusioni particolarmente insidiose. I polacchi sono padroni assoluti del campo: Inler, D'Agostino e Asamoah non riescono a fare filtro. Solo il ghanese non perde la testa e riesce a innescare Quagliarella e Di Natale. Ma il gol per i polacchi di Szmuda e' dietro l'angolo. Al 12' D'Agostino perde palla sulla tre quarti ad opera di Lewandowski che lancia il peruviano Rengifo. Due passi ed e' gol. L'Udinese si scuote, ma non abbastanza per impensierire Turina. Il primo tiro in porta e' di Di Natale al 30'. La squadra appare come spaesata, priva di idee, non riesce a carburare e soprattutto non riesce a dare continuita' al gioco. Troppi errori a centrocampo irretiscono anche il pubblico, che smette di sostenere i suoi. Nella ripresa Marino fa entrare Floro Flores per uno stanco Quagliarella. Le cose cambiano perche' i friulani avanzano il raggio d'azione e riescono a mettere pressione al Lech. Si fa notare Pepe, sia con un bel lancio per Di Natale sia con una conclusione dalla distanza. Come nel primo tempo, il gol del pareggio arriva al 12' con Pepe lesto ad anticipare - un po' di testa, un po' di spalla - Turina su cross di Floro dalla sinistra. La partita si fa un po' piu' cattiva e veloce perche' i polacchi non ci stanno ad uscire dalla Uefa. Marino corre ai ripari e inserisce Isla per Pepe e passa ad un 4-4-2 piu' tranquillo. Sale in cattedra Asamoah, che non sbaglia un passaggio. Al 37' colpisce una traversa su una incursione mentre al 46' vince un contrasto a centrocampo, lancia Di Natale ed e' il definitivo 2-1.
Milan-Werder Brema 2-2
Fuori da tutto: il Milan chiude a febbraio anche la sua stagione europea dopo aver lasciato nel derby le ultime speranze di rimonta-scudetto. Raggiunta ancora una volta, la squadra di Ancelotti non e' capace di gestire il vantaggio di due gol con cui ha chiuso il primo tempo e, con una ripresa di disarmante bruttezza, lascia spazio e campo ai tedeschi che pareggiano grazie alla doppietta di Pizarro. Il peruviano ama particolarmente il Meazza visto che, ogni volta che ci mette piede, segna sempre e questa volta i suoi gol fanno molto male e danno al Werder un passaggio agli ottavi meritato. La squadra di Schaaf non molla mai e anche dopo aver preso due gol nella prima mezz'ora capisce di poter rimontare, e mette in costante affanno una difesa che mostra ancora una volta tutti i suoi limiti. Dida ci mette come sempre del suo con un'uscita incerta in occasione del secondo gol, Maldini e Senderos sono una coppia di centrali che parlano lingue diverse e il capitano chiude la sua incredibile carriera europea davvero nel modo peggiore. Se Dida non esce, Pizarro salta indisturbato e segna dopo aver bruciato il n. 3 rossonero che lo guarda impotente in una scena da dimenticare in fretta. E stessa sorte era toccata 10' prima a Favalli. Solo Zambrotta limita un po' i danni ma, se il Milan non perde, e' perche' il casalingo arbitro svedese Eriksson non punisce con il rigore un suo chiaro intervento falloso su Ozil. Finisce quindi con tanta delusione sugli spalti e neanche troppi fischi da parte di un Meazza davvero poco coinvolto dalla Uefa e comunque ormai rassegnato a vivere un'altra stagione di transizione verso una rifondazione che quasi inevitabilmente dovra' toccare anche Carlo Ancelotti.
Ajax-Fiorentina 1-1
Addio Europa. Gli errori sotto porta costano caro e la Fiorentina stasera li ha pagati tutti. Contro l'Ajax l'impresa poteva anche concretizzarsi, ma stavolta la beffa e' arrivata proprio in quei minuti finali che in campionato hanno regalato ai viola 7 punti nelle ultime tre partite. Al 43' del secondo tempo, Leonardo, entrato da pochi minuti, sfrutta un rimpallo fortunato e una difesa viola incerta e manda a casa la squadra di Prandelli, annullando il vantaggio di Gilardino. All'Amsterdam Arena il tecnico dei viola lascia fuori Kuzmanovic, preferendogli Donadel. In attacco Semioli con Gila e Mutu. La Fiorentina parte bene, sciupando subito una ghiotta occasione al 5' prima con Semioli e poi sulla ribattuta con Mutu. L'Ajax replica al 9' con Suarez, Frey si salva coi piedi. Molto attivo Semioli sulla fascia destra. In chiusura del tempo, Gila smista nell'area piccola ma a Mutu non riesce il tap-in. Primo tempo molto nervoso con sei ammoniti (4 tra i viola e 2 tra gli olandesi) e Felipe Melo graziato al 31' dall'arbitro per un contrasto al limite nella zona di centrocampo su Van der Wiel. Plateale fallo di mano di Mutu al 30' in area di rigore. Nel secondo tempo la Fiorentina pressa con maggiore convinzione e al 2' Gamberini di testa impegna da vicino il portiere degli olandesi che respinge e poi Gila non ne approfitta. Prova a rilanciare l'Ajax, ma sono sempre i viola a fare la partita. Ci provano dal limite prima Mutu e poi Donadel. Al 12' il romeno ha un'altra buona occasione. Dall'area piccola scarica ma trova il corpo di Vertonghen che si immola. Due minuti dopo Gila incrocia di testa un cross di Pasqual ma la traiettoria e' centrale. Al 16' il gol della speranza. Su assist in rovesciata di Mutu, Gilardino anticipa i due centrali biancorossi, stoppa e di destro al volo segna. L'Ajax non sembra avvertire il colpo. Con calma e costruendo geometrie lente ma precise i ragazzi di Van Basten si riportano sotto. Giro di sostituzioni: Prandelli toglie Semioli per Jorgensen e il cambio sorprende perche' l'ala fino a quel momento era stato tra i migliori in campo. La Fiorentina si ritrae, l'Ajax reagisce e prende in mano le redini del gioco. A pochi minuti dalla fine, la beffa: palla persa di Almiron, subentrato a Donadel, incursione di Leonardo, la difesa viola sembra in bambola e il brasiliano dal limite batte Frey.
Metalist-Samp 2-0
C'é solo la buona volontà, ma manca il ritmo, l'organizzazione, il palleggio, il cinismo e così finisce come era previsto. La Sampdoria saluta l'Europa ed esce dai sedicesimi di Coppa Uefa, battuta sia all'andata che al ritorno - rispettivamente per 1-0 e 2-0 - da un Metalist Kharkiv che anche in Ucraina conferma le belle doti messe in mostra a Genova. Gli uomini di Mazzarri - orfani per scelta prudenziale di Palombo e Cassano, per regolamento Uefa di Pazzini (ha già giocato in Champions con la maglia della Fiorentina) e per squalifica di Lucchini - ci mettono il cuore per regalare ai loro tifosi il miracolo; ma di fronte alla tecnica, alla prestanza fisica e all'ottima preparazione degli ucraini riescono solo a limitare i danni, soccombendo giustamente agli avversari. Il Metalist, già in vantaggio di due gol al termine dei primi 45 minuti, nella ripresa ha scelto di non spingere più di tanto e nonostante ciò per due volte è arrivato vicinissimo a triplicare lo scarto, ma in entrambe le occasioni Olinyk è stato impreciso. Nella Samp l'unico a salvarsi dal marasma generale è stato il giovane Marilungo (19 anni), un 'Primavera' appena giudicato miglior giocatore nella Coppa Carnevale del Viareggio ed oggi schierato dal primo minuto al fianco di Bellucci. Per il resto la formazione blucerchiata ha confermato tutti i difetti che il campionato ha fino ad ora messo in mostra: scarsa propensione al palleggio, tecnica individuale ridotta, forma fisica approssimativa. Di fronte ad un avversario che fa della solidità il suo maggior pregio, i genovesi hanno retto solo per i primi 20 minuti, quando si sono proposti con intelligenza contro la ferrea difesa ucraina (imbattuta da 540' in Europa). In questa fase, però, è mancato il cinismo - lo provano il colpo di testa alto di Da Costa al 15', l'anticipo del portiere su Stankevicius al 16', Dessena che sbaglia un controllo al 20' - che invece i padroni di casa hanno messo in mostra andando a segno alla prima occasione utile. Dopo il gol la Samp è via via scomparsa dal campo ed il Metalist ha continuato con ostinazione la sua pressione: al 35' un salvataggio di un difensore blucerchiato sulla linea, su girata di testa di Jajà, anticipa il raddoppio, giunto su una papera di Mirante, capace di farsi ingannare da una punizione di Jajà da oltre 20 metri. Troppo facile, poi, per gli ucraini controllare le velleitarie azioni dei genovesi.
fonte: Ansa.it
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20/02/2009
UEFA: la Fiorentina perde, Udinese pari

L'Udinese ha dimostrato di essere superiore all'avversario, conduceva per 2-0, e giocava sul velluto, ma all’improvviso va in tilt e il Lech ne approfitta per pareggiare una gara già persa. Comunque l'Udinese ha ipotecato il passaggio agli ottavi di Coppa Uefa, a patto che nel ritorno non si verifichi un altro incredibile blackout.
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02/01/2009
Lazio: Rocchi, mai pensato di cambiare squadra

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